Laos

Cosa trovi, cosa visiti, perché andarci 

Dei tre stati che costituivano l’Indocina francese, il Laos è il meno sviluppato e il più enigmatico e tormentato. Si sviluppa geograficamente seguendo il lungo alveo del Mekong, fino al suo perdersi nei mille rivoli del corso inferiore. Privo di qualsiasi sbocco sul mare, isolato all’interno delle sue catene montuose. Confina a nord con la Cina, a est con il Vietnam, a sud con la Cambogia e ad ovest con la Thailandia, mentre a nord-ovest con il Myanmar. La capitale è Vientiane situata nel cuore di una vasta pianura destinata alla coltivazione del riso.

Il Paese è stato in passato un punto di convergenza di popoli e di culture che qui vi hanno soggiornato. Oggi conta quasi 6 milioni di abitanti. La cultura laotiana è però sopravvissuta in modo vitale alle trasformazioni storiche. Superando nel contempo le forti pressioni filocinesi ed filoccidentali, espressione delle diverse concezioni sociali, politiche ed economiche dei vicini. Viaggio attraverso un paese da pochi anni aperto al turismo. Lo stile di vita dei loatiani è semplice ed ancora legato a rituali animisti che si mescolano al buddismo e al socialismo. La lingua ufficiale è il Lao, simile al Thai, l’inglese non è molto diffuso.

Il Laos è una giungla fitta, montagne, villaggi palafitte, machete e bambù, bufali d’acqua e galline, una manciata di piccole città, monaci curiosi, risaie ed il lento scorrere del fiume Mekong che ne scandisce i tempi. L’assenza di influenze esterne offre l’occasione unica di entrare in contatto con uno stile di vita puro ed incontaminato dalla globalizzazione. Il clima è tropicale monsonico, lo si distingue in stagione calda e secca (marzo e aprile), quella delle piogge (maggio – ottobre) e quella fresca e secca (novembre – febbraio).  Il periodo maggiormente consigliato per intraprendere un viaggio verso questa splendida meta è da Gennaio fino ad Aprile.